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GLI STEMMA DI MARINO DA EBOLI E QUELLO DEI RUFFA O RUFFI O RUFFO DI CALABRIA
STEMMI IDENTICI MA INVERTITI, SI APRE UN CASO STORICO
I Mastri Marescalchi del'Impero erano 2, uno che avrebbe operato al nord (Domine Marino de Ebulo),
e uno al sud (Domine Ruffo detto poi di Calabria).
ambedue familiari di Federico II
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Lo stemma di Marino De Ebulo, sotto riprodotto, da nostre ricerche ricondurrebbero all'assedio di Acri 3a crociata 1191
e acquisito dalla famiglia de Ebulo per concessione Reale,
Lo stemma dei Ruffo potrebbe essere nato intorno al 1238-1239
quando i Ruffo divennero Vicere' di Calabria e Sicilia per Federico II .
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STEMMA DI MARINO DA EBOLI
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STEMMA DEI RUFO, RUFFA
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RUFFO DI CALABRIA
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Lo scudo di battaglia
di Marino de Ebulo Fossalta 1249
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Informazioni assenti
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RUFFA O RUFFO DI CALABRIA TRATTO DAI DISCORSI SULLE FAMIGLIE DI DELLA MARRA 1640
Leone Cardinale Ostiese nella sua storia chiamata cronaca Cassinese dice che l'Imperatore di Costantinopoli
verso l'anno 1000, era collegato con i Ruffi e Giuliani, e con l'aiuto loro aveva recuperato La Calabria e la Puglia .
La puglia pochi anni dopo si ribello'.
All'epoca di Federico II, Giordano (Jordanus), detto Ruffo di Calabria era Gran Maresciallo del Regno e fu' chiamato
Mastro Maresciallo. con il fratello Fulcone o (Fulcus) furono presenti al testamento di Federico II a Fiorentino (fg) il 1250
ambedue erano figli di Serio (Serigio).
I figli di Serio (Serigio) furono:
Giordano,Fulcone,Pietro,Giovanni.
Pietro, nato a Tropea, fu' familiare di Federico II fu dai lui fatto cavallerizzo maggiore poi capo del consiglio poi verso il 1248-1249 divenne Capitan Generale,(maresciallo di tutto il regno) era vicere' per la sicilia nel 1239 (poi scacciato dal popolo di Messina) succeduto a Guglielmo Borrello discendente dei conti di Marsi, prende le parti contro Manfredi essendo stato privato di tutti i titoli da re Manfredi nel 1256 al parlamento di Barletta perche' renitente alla convocazione indetta, va' in esilio e torna al fianco di Carlo d'I d'Angio'. battuto Manfredi a Benevento (1266) ricevette:
Catanzaro (restituito),Cassa Chiusa,Bruzzano,san Basilio,Trascineto,Castagneta,Maiardo e altri feudi.
Federico II fu' il piu' grande dei principi, il senso della legalita' e dell'ordine erano supremi, la messa a morte di Pier delle Vigne, suo piu' vicino collaboratore e amico, fu' decisa per essersi macchiato senza dubbio di alto tradimento a causa di una probabile epistola intercettata metre tutta la corte si trovava in viaggio verso la Francia per partecipare al concilio di Lione nel 1248.
Concilio dove non giunse mai a causa della ribellione di Parma, scintilla che doveva probabilmente intrappolare Federico II e tutta la sua corte nella pianura Padana.
La Maledizione di Federico II:
Nel testamento di Federico II si accenna ad una Maledizione contro tutti coloro che, sottoscrivendo il testamento, non avessero ottemperato alle ultime sue volonta.
I firmatari erano a piena conoscenza delle ultime volonta' di Federico II, Re Manfredi, seppur uomo di grande ingegno e coraggio, non fu' appoggiato dalle famiglie che all'epoca contavano.
Essendo Manfredi un'uomo abiziosissimo volle forzare in ogni modo la mano, prima soffocando il padre malato a Fiorentino (Puglia) poi avvelenando Corrado VI nel 1252 e poi tentando di avvelenare anche Corradino inviandogli in Germania dei doni tra i quali alcuni confetti avvelenati, congiura poi scoperta dalla madre di Corradino.
Sicuro di un'imminente fine di Corradino fece circolare la voce della sua morte per incoronarsi, come fece, re di Sicilia.
La maledizione di Federico II ricadde quindi su Manfredi, il quale non ebbe il suo Mausoleo a Montevergini, come egli sperava, ma bensi' in terra sconsacrata e precisamente sotto il ponte di Ceprano dove fu' ritrovato nei primi del 600 un sarcofago
il quale molto probabilmente conteneva i resti di Re Manfredi, ora murato nella chiesa matrice a pochi passi dal ponte di Ceprano.
La maledizione quindi fu' perpetrata materialmente dal tradimento,se cosi' si vuol chiamare,delle famiglie: San Severino, Ruffo, Evoli,Filomarino, Montenegro o (conte di Caserta) e gli Aquino, i quali, avevano gia' perso i loro feudi confiscati da Corrado VI e Manfredi nel 1251.
Le circostanze storiche succedutesi hanno voluto estendere la maledizione, anche ai fautori della caduta di Manfredi
infatti Riccardo conte di Caserta, genero di Federico II, mori' un anno dopo la battaglia di Beneveto 1267, fu sepolto nella chiesa madre di Caserta (Casa Irta) dove si abbatte' per due volte sul suo sepolcro un fulmine e quindi le sue ossa in gran segreto furono disperse non si sa' dove dal curato della chiesa.
Pietro Ruffo mori' ucciso a Terracina (si dice il 1257 come da sito web www.ruffodicalabria.it ) ma probabilmente (se non provato da documenti storici ) dopo il 1266 ovverosia dopo la battaglia di Benevento dove Manfredi fu' sconfitto da Carlo I d'Angio'.
Il figlio di Fulco, Fulco Ruffo, rimase ucciso in duello nel 1276,
Degli altri testimoni presenti al testamento non vi e' ancora stata trovata notizia con eccezion fatta di Giovanni da Procita (medico di corte) rimasto fedele che combatte' al fianco di Corradino a Tagliacozzo nel 1268 e fu' poi protetto dopo il 1274 dal Papa e dall'arcivercovo di Capua Patriarca di Costantinopoli e Antiochia,"Magister Marino Filomarino De Ebulo per far ribellare la Sicilia (i vespri Siciliani) contro Carlo I d'Anjou, il quale ambizioso come Manfredi, pesantemente interferiva nelle elezioni dei papi,ed ebbe persino il cinismo di dichiarare , nel suo letto di morte nel 1284, di essere sempre stato servo di madre romana
chiesa.
La rivolta dei vespri siciliani, consultando i vari cronisti storici, inducono a pensare che, la palpata del francese alla donna siciliana all'ingresso della chiesa di Palermo, non fu' casuale ma bensi' a seguito dell'ammiccamento della donna stessa per scatenare la rivolta gia' pianificata e perpetrata per ben 2 anni dal re' d'Aragona, di Costantinopoli organizzata da Giovanni da Procida con l'appoggio dei piu' alti poteri ecclesiastici.
Ricerche di:
Domine
MastroMarino Domenico Antonio
Filomarino De' Ebulo
09-Luglio-2006
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